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# L’arte del riuso, il riuso nell’arte
# L’arte del riuso, il riuso nell’arte

di Federico Parli | 

Carte da gioco, fiammiferi e tavole da skateboard: cosa hanno in comune questi tre oggetti? Spontaneamente verrebbe da dire nulla, invece grazie alla creatività di tre artisti, il denominatore in comune è l’arte.

L’arte del riuso, nel caso specifico di Fabio Bix, Haroshi e Pei-San Ng si trasforma, letteralmente, in opere d’arte d’altri tempi. Le medesime si presentano affascinanti, cariche di significato e impressionanti all’occhio umano. Tre artisti, tre tecniche, un unico grande messaggio: “il riuso nell’arte è segno di una società che necessita una scossa emotiva a tutti i livelli”. Senza troppe pretese o sproporzionate richieste, da banalissimi oggetti della quotidianeità di ognuno di noi, i tre artisti stupiscono il pubblico, lasciandolo con un sorriso quasi incredulo vista la semplicità e l’immediatezza dei loro lavori. Abituati al classico percorso didattico insegnatoci durante le visite ai musei, l’arte del riuso, così come il riuso nell’arte, vuole invece insegnarci che il vero motore sensoriale siamo noi stessi. Sono le nostre percezioni, la nostra fantasia e la nostra capacità di innamorarci di banalissimi oggetti di poca o nessuna importanza... almeno, prima che qualcuno li trasformi in opere d’arte coinvolgenti. Non a caso opere come quelle di Bix, Haroshi e Pei-San Ng, rispecchiano e incarnano la famosissima citazione dell’architetto Mies van der Rohe: “Less is more”. Esempi interessanti sono le creazioni di Bix, con le sue sculture che enfatizzano lo spostamento dell’aria generato da un ventilatore; Haroshi che grazie a un lavoro più che minuzioso, crea sculture a dir poco provocanti sfruttando simboli a noi tutti conosciuti come le tavole da skadboard e Pei-San Ng che, utilizzando legno e zolfo, ha girato il mondo con la sua famosissima serie “Match Series”. 

La domanda ora sorge spontanea: e alle nostre latitudini? Nel nostro Canton Ticino ci sono persone che si dedicano al riuso nell’arte? A tal proposito, proprio insieme ai primi pionieri indigeni, per citarne alcuni Artistic Recycled Trash, MDinc, Dö Ròd, abbiamo deciso di costituire la prima associazione senza scopo di lucro per offrire a tutti gli appassionati del riuso, che siano alle prime armi o già vaccinati, la possibilità di entrare a far parte di un movimento in continua crescita. Senza troppe pretese e troppe richieste, anche qui l’obiettivo sarà quello di essere un punto di riferimento, una base, una sorta di “Fabrique Warholiana” che possa offrire visibilità e l’opportunità a tutti, non solo ad artisti, di poter conoscere la magia dell’arte del riuso. La nostra “Fabrique” ticinese vi aspetta presso l’atelier Artistic Recycled Trash di Leonardo Caduff in via Stella 18 a Mendrisio dove non si trovano unicamente opere ma si trova interazione, discussione e voglia di creare.

In tutto questo l’applicazione REGALO che ruolo può giocare? Semplice: essere il mezzo per poter recupare gratuitamente tutto il materiale necessario agli artisti. Un mezzo immediato, alimentato dall’illimitato potere della mente umana e della sua fantasia. L’arte del riuso, il riuso nell’arte. © Riproduzione riservata

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